Cosa sono le emorroidi?

emorroidiLe emorroidi (dalle parole greche haîma = “sangue” e rhéó = “scorrere”, con il significato di “sanguinamento”) sono delle strutture vascolari, simili a cuscinetti ricchi di vasi sanguigni, che si trovano nella parte terminale del canale anale. Sono fondamentali per la continenza delle feci e dei gas e sono una componente anatomica umana assolutamente normale.

Queste strutture possono diventare patologiche se gonfie o infiammate dando luogo alla sindrome della malattia emorroidaria che nel linguaggio comune viene indicata sempre con il termine emorroidi.

Le emorroidi sono un problema di cui soffrono circa 3,7 milioni di persone in Italia. Causano problemi al 90% della popolazione almeno una volta nella vita e colpiscono indistintamente sia gli uomini che le donne con una predisposizione maggiore per gli uomini, anche se queste stime sono al ribasso perché solitamente chi soffre di emorroidi non ne parla per un senso di vergogna o imbarazzo. L’insorgenza avviene generalmente tra i 45 e i 65 anni ma possono presentarsi anche prima come ad esempio nel caso di una gravidanza. Sono molto rari i casi in pazienti di età inferiore ai 20 anni.

Malattia Emorroidaria

La malattia emorroidaria è dovuta ad un aumento di pressione delle vene della parete rettale che causa l’ingrossamento e l’infiammazione di questo tessuto molto vascolarizzato; è una patologia che spesso viene confusa con una varietà di altri problemi della regione anorettale, che vanno dal prurito anale, alle ragadi anali, alle fistole ano-rettali, al cancro del retto, alle cisti pilonidali o alle cisti sebacee ascessualizzate perianali.

I problemi di emorroidi sono piuttosto diffusi tra la popolazione adulta, anche se è difficile fare una stima precisa della diffusione della malattia a casa della tendenza di chi ne soffre a non parlarne e ad evitare le visite mediche, ricorrendo piuttosto all’automedicazione.

Recenti studi condotti sulla popolazione statunitense, inglese ed australiana hanno riscontrato che le emorroidi sintomatiche sono un problema di cui ha sofferto almeno una volta nella vita oltre il 50% della popolazione, la malattia si presenta indistintamente negli uomini e nelle donne e con maggior frequenza tre i 45 e i 65 anni, ma può presentarsi anche prima -sopratutto in caso di gravidanza- sono invece molto rari i pazienti di età inferiore ai 20 anni. Il disturbo è più frequente nella popolazione caucasica, in parte a causa delle errate abitudini alimentari.

Nel lungo periodo la prognosi è generalmente buona, anche se alcune persone possono accusare ricorrenti episodi sintomatici. In molti casi possono essere curate con interventi ambulatoriali e solo una piccola percentuale necessita di un intervento chirurgico.

Le emorroidi possono essere di due tipi: emorroidi esterne ed emorroidi interne, e vengono divise in quattro classi in base alla gravità del prolasso.

Emorroidi esterne

Le emorroidi esterne si sviluppano nella zona anale, sono visibili e palpabili, e normalmente sonio dolorose. In caso di prolasso si possono formare dei coaguli di sangue che portano alla trombosi emorroidaria, una complicanza molto dolorosa. Un’emorroide esterna trombizzata ha un colore bluastro-violaceo e talvolta sanguina. Se il dolore diventa insopportabile il medico può incidere chirurgicamente l’emorroide facendo evacuare il trombo.

Emorroidi interne

Le emorroidi interne si sviluppano all’interno del retto e non sono visibili. Normalmente non sono dolorose a causa della scarsità di terminazioni nervose. Nei casi più gravi le emorroidi interne possono prolassare all’esterno dell’orifizio anale e sono di colore rosato. Nelle fasi iniziali della malattia le emorroidi prolassate rientrano da sole nel canale anale mentre nelle fasi più avanzate rientrano solo con manovre manuali.

Quali sono le cause delle emorroidi?

La medicina moderna non ha ancora determinato la causa esatta delle emorroidi sistematiche, sono state tuttavia evidenziati una serie di situazioni correlate ad una maggior incidenza della malattia emorroidaria:

  • Vita sedentaria (molte ore davanti al PC, sopratutto se con il corpo in posizione obliqua)

  • Mancanza di esercizio fisico

  • Errate abitudini alimentari (principalmente una dieta povera di fibre)

  • Predisposizione genetica

  • Sforzi prolungati

  • Stitichezza e diarrea

  • Gravidanza

  • Obesità

  • Tosse cronica

  • Disfunzioni del pavimento pelvico

  • Sport con lesioni da sella (ciclismo, moto, equitazione ,ecc.) o da forte pressione addominale (sollevamento pesi);

Curare le emorroidi

Solo una piccola parte dei pazienti che soffrono di emorroidi necessitano una soluzione chirurgica, nel 90% dei casi infatti è possibile risolvere completamente il problema cambiando abitudini e utilizzando rimedi naturali; esiste inoltre una vasta gamma di medicinali da banco per il trattamento immediato di sintomatologie particolarmente dolorose ma non sono adatti per trattamenti prolungati. Esistono infine diversi interventi ambulatoriali per casi di gravità da lieve e media, anche se spesso non sono definitivi.

In ogni caso è consigliabile rivolgersi immediatamente al proprio medico di base per una visita, ci sono casi in cui l’intervento chirurgico rimane l’unica soluzione efficace e rimandare l’operazione non farà che peggiorare la malattia.

 

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